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Marzo 2025

ChatGPT non sa nemmeno orientarsi nel suo stesso sito. Che totale perdita di tempo

Sto chiudendo la contabilità del 2024 e mi serve una copia delle fatture mensili che OpenAI ha emesso per il periodo in cui ho avuto un account a pagamento (ora sono passato alla versione gratuita perché l’uso che facevo di ChatGPT era troppo limitato per giustificare la ventina di dollari mensili della versione a pagamento).

Secondo buon senso, dovrebbe bastarmi fare login nel mio account OpenAI, andare alla cronologia delle fatture, elencarle e stamparle (la Dama del Maniero, che gestisce la nostra contabilità, ne vuole una copia cartacea per riordinarla e controllarla più efficacemente).

Ci trovo il deserto.

Mi coglie l’infelice idea di mettere alla prova ChatGPT e chiedergli aiuto.

Seguo le sue istruzioni, correggendole perché sono sbagliate: l’icona del profilo è nell’angolo in alto e a destra, non in basso a sinistra. Pazienza, dai.

Ma nelle mie impostazioni (https://chatgpt.com/#settings) non c’è la voce di fatturazione (probabilmente perché ho convertito l’account a pagamento in uno gratuito).

Faccio notare questa cosa a ChatGPT, che mi risponde come segue:

Vado al link che mi consiglia al primo punto: anche qui, il deserto.

Il secondo punto fa notare che se ora ho un account gratuito la sezione Billing (fatturazione) non ci sarà. Grazie, adesso te ne accorgi e me lo dici?

Provo a spiegargli meglio la situazione, e ChatGPT mi propone altre soluzioni:

Ma anche stavolta i suggerimenti di chatGPT sono inutili e fuorvianti, e persino l’invito a contattare il supporto tecnico è sbagliato, perché non c’è nessuna opzione di invio messaggi nell’Help Center di OpenAI. Glielo faccio notare.

Alla fine seguo invece le istruzioni presenti nelle FAQ di OpenAI (cosa che avrei dovuto fare sin da subito) e mando una mail all’indirizzo del supporto clienti (ar chiocciola openai.com).

Nel giro di sette minuti mi arriva la risposta, che dallo stile sembra anch’essa generata dall’intelligenza artificiale ma se non altro fornisce le info che mi servivano.

In realtà mi arriva anche una seconda mail, che però contiene tutti i link scombinati (quello che dovrebbe portare alla fattura di gennaio 2024 in realtà porta alla fattura di gennaio 2025, e così via), ma pazienza.

Se ChatGPT non sa rispondere correttamente neppure a domande che riguardano OpenAI, con che faccia tosta ci viene proposto di usarlo come assistente per le questioni delicate di lavoro?

Morale della storia: se incontrate un IA che fa da “helpdesk” per un sito, probabilmente perdete meno tempo a usare la vostra intelligenza per cercare direttamente quello che vi serve nelle pagine di assistenza del sito. E se siete un’azienda che sta pensando di mettere una IA al posto dell’assistenza clienti, pensateci bene: rischiate di spendere soldi per installare sul vostro sito un maggiordomo inetto e irritante che fa solo spazientire i vostri clienti.

Ci sono delle ottime applicazioni dell’intelligenza artificiale che funzionano benissimo. Questa non è una di quelle.

Katy Perry andrà nello spazio con il primo equipaggio tutto femminile dopo oltre 60 anni

Blue Origin, la società aerospaziale di Jeff Bezos, ha annunciato il 27 febbraio scorso l’equipaggio di uno dei prossimi voli suborbitali del vettore New Shepard, ed è un annuncio particolarmente interessante per due motivi. Uno è la presenza della superstar canora e ambasciatrice UNICEF Katy Perry; l’altro è che per la prima volta in 60 anni un volo spaziale ha un equipaggio composto interamente da donne. Non succedeva dai tempi del volo orbitale di Valentina Tereshkova nel 1963.

Il lancio, etichettato NS-31, è previsto per questa primavera, e supererà per alcuni minuti i 100 km di quota (la linea di Kármán), qualificandosi come volo spaziale pur senza entrare in orbita. Oltre a Katy Perry, l’equipaggio include la giornalista e pilota di elicotteri Lauren Sánchez (vincitrice di un Emmy, compagna di Jeff Bezos e organizzatrice del volo); l’imprenditrice ed ex scienziata della NASA Aisha Bowe; la ricercatrice di bioastronautica, candidata al Nobel per la pace e Donna dell’Anno di Time Amanda Nguyen (che diventerà la prima donna astronauta vietnamita); la giornalista e conduttrice radiofonica Gayle King; e l’imprenditrice sociale Kerianne Flynn.

Qui sotto trovate il testo integrale dell’annuncio da parte di Blue Origin.

Fonte aggiuntiva

Jeff Bezos is sending Katy Perry to space, The Verge (2025)


Blue Origin Announces Crew For New Shepard’s 31st Mission

New Shepard’s 11th Human Flight, NS-31, Will Launch This Spring with Aisha Bowe, Amanda Nguyen, Gayle King, Katy Perry, Kerianne Flynn, and Lauren Sánchez

Blue Origin today announced the six people flying on its NS-31 mission. The crew includes Aisha Bowe, Amanda Nguyen, Gayle King, Katy Perry, Kerianne Flynn, and Lauren Sánchez, who brought the mission together. She is honored to lead a team of explorers on a mission that will challenge their perspectives of Earth, empower them to share their own stories, and create lasting impact that will inspire generations to come.

Meet the NS-31 Crew

Aisha Bowe
Aisha is a former NASA rocket scientist, entrepreneur, and global STEM advocate. She is the CEO of STEMBoard, an engineering firm recognized twice on the Inc. 5000 list of America’s fastest-growing private companies, and the founder of LINGO, an edtech company on a mission to equip one million students with essential tech skills. Of Bahamian heritage, Aisha hopes her journey from community college to space will inspire young people in the Bahamas and around the world to pursue their dreams.

Amanda Nguyen
Amanda is a bioastronautics research scientist. She graduated from Harvard, and conducted research at Harvard Center for Astrophysics, MIT, NASA, and International Institute for Astronautical Sciences. Amanda worked on the last NASA shuttle mission, STS-135, and the Kepler exoplanet mission. For her advocacy for sexual violence survivors, she was nominated for the Nobel Peace Prize and awarded TIME’s Woman of the Year. As the first Vietnamese and Southeast Asian woman astronaut, Amanda’s flight is a symbol of reconciliation between the United States and Vietnam, and will highlight science as a tool for peace.

Gayle King
Gayle is an award-winning journalist, co-host of CBS Mornings, editor-at-large of Oprah Daily, and the host of Gayle King in the House on SiriusXM radio. In a career spanning decades, King has been recognized as a gifted, compassionate interviewer able to break through the noise and create meaningful conversations. As someone who is staying open to new adventures, even ones that scare her, Gayle is honored to be part of Blue Origin’s first all-female flight team and is looking forward to stepping out of her comfort zone.
 
Katy Perry
Katy is the biggest-selling female artist in Capitol Records’ history and one of the best-selling music artists of all time with over 115 billion streams. Aside from being a global pop superstar, Katy is an active advocate of many philanthropic causes, including as a UNICEF Goodwill Ambassador where she uses her powerful voice to ensure every child’s right to health, education, equality, and protection, and her own Firework Foundation, which empowers children from underserved communities by igniting their inner light through the arts. Katy is honored to be a part of Blue Origin’s first all-female crew and hopes her journey encourages her daughter and others to reach for the stars, literally and figuratively. 
 
Kerianne Flynn
After a successful career in fashion and human resources, Kerianne Flynn has spent the last decade channeling her energy into community-building through board service and nonprofit work with The Allen-Stevenson School, The High Line, and Hudson River Park. Passionate about the transformative power of storytelling, Kerianne has produced thought-provoking films such as This Changes Everything (2018), which explores the history of women in Hollywood, and LILLY (2024), a powerful tribute to fair-pay advocate Lilly Ledbetter. Kerianne has always been drawn to exploration, adventure, and space, and hopes her Blue Origin space flight serves as an inspiration for her son, Dex, and the next generation of dreamers to reach for the stars.
 
Lauren Sánchez
Lauren is an Emmy Award-winning journalist, New York Times bestselling author, pilot, Vice Chair of the Bezos Earth Fund, and mother of three. In 2016, Sánchez, a licensed helicopter pilot, founded Black Ops Aviation, the first female-owned and operated aerial film and production company. Sánchez released her New York Times bestselling debut children’s book, The Fly Who Flew to Space, in 2024. Her work in aviation earned her the Elling Halvorson Vertical Flight Hall of Fame Award in 2024 for her expertise as a helicopter pilot and aviation businesswoman. Sánchez’s goal is to inspire the next generation of explorers.

This mission will be the 11th human flight for the New Shepard program and the 31st in its history. To date, the program has flown 52 people above the Kármán line, the internationally recognized boundary of space. This is the first all-female flight crew since Valentina Tereshkova’s solo spaceflight in 1963.
 
The flight will launch this spring. To fly on a future New Shepard mission, go to BlueOrigin.com/New-Shepard/Fly.

Follow Blue Origin on X, Instagram, Facebook, LinkedIn, Threads, and YouTube, and sign up on BlueOrigin.com to stay current on all mission details. 

La nuova stagione di Doctor Who arriva il 12 aprile: ecco il trailer

Qualcosa di positivo per interrompere il vostro e il mio doomscrolling.

La nuova companion del Dottore per questa stagione è Belinda Chandra (interpretata da Varada Sethu); se vi pare un volto familiare, era Mundy Flynn nella puntata Boom della stagione scorsa (quella geniale della chiesa anglicana militarizzata, attualissima in questi tempi di venti di guerra). Ma c’è anche uno spezzone con la companion precedente, Ruby Sunday (Millie Gibson), e ci sono tanta azione, tanta fantasia e tanti piccoli momenti di spavento (ho intravisto un ragno alieno che non promette bene). Genitori sul divano, bambini acquattati dietro il divano, nella più classica tradizione di Doctor Who.

Podcast RSI – 5 maggio, Skype dà il mortal sospiro

Questo è il testo della puntata del 3 marzo 2025 del podcast Il Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera, scritto, montato e condotto dal sottoscritto. Il testo include anche i link alle fonti di questa puntata.

Le puntate del Disinformatico sono ascoltabili anche tramite iTunes, YouTube Music, Spotify e feed RSS. Il mio archivio delle puntate è presso Attivissimo.me/disi.


[CLIP: audio di suoneria di chiamata di Skype]

Per un’intera generazione di utenti, questo suono è familiare quanto quello della classica suoneria Nokia: è l’avviso di una chiamata Skype in arrivo. La tecnologia corre così in fretta che è facile dimenticarsi di quanto fu rivoluzionario questo software al suo debutto ben ventidue anni fa. Parlarsi via Internet, e anche vedersi in videochiamata, oggi è assolutamente normale; non lo era nel 2003.

Ma la corsa della tecnologia ha anche un’altra conseguenza: quel suono familiare presto sarà archiviato, perché Microsoft ha deciso, abbastanza di colpo, che Skype non sarà più disponibile a partire dal prossimo 5 maggio.

Questa è la storia di Skype, delle sue origini tutte europee un po’ dimenticate, di come ha contribuito a trasformare le nostre abitudini e di come verrà ingloriosamente archiviato e sostituito: Microsoft ha predisposto un percorso facilitato di migrazione al suo prodotto analogo Teams, ma ci sono anche altre soluzioni alternative.

Benvenuti alla puntata del 3 marzo 2025 del Disinformatico, il podcast della Radiotelevisione Svizzera dedicato alle notizie e alle storie strane dell’informatica. Io sono Paolo Attivissimo.

[SIGLA di apertura]


Siamo nel 2003. È il 29 di agosto. A Stoccolma una ventina di persone si raduna per assistere al debutto online di un software, sviluppato da loro, che consente di fare telefonate via Internet, da un computer a un altro, in qualunque luogo del mondo, e consente di farlo facilmente e soprattutto gratis a prescindere dalla distanza fra i due interlocutori. È una rivoluzione vera e propria, in un’epoca in cui le conversazioni a lunga distanza sono un sostanziale monopolio delle compagnie telefoniche e hanno costi molto elevati e i messaggi vocali di WhatsApp che oggi consideriamo normali o addirittura essenziali sono pura fantascienza. Mancano infatti quattro anni al debutto del primo iPhone (nel 2007) e WhatsApp nemmeno esiste (arriverà nel 2009 e i suoi “vocali” inizieranno nel 2014).

Nel 2003 ci sono già altri software che permettono di trasportare la voce via Internet, ma sono complicati da installare e ancora più complicati da configurare. Questo, invece, si installa in pochi semplici passaggi e non richiede modifiche dei firewall aziendali o altre complessità tipiche dei suoi concorrenti. E così, il primo giorno il software viene scaricato da diecimila persone. Nel giro di un paio di mesi ha già un milione di utenti. Lo stupore di potersi parlare via Internet è ovunque.

Questo software, come avrete intuito, è quello che oggi chiamiamo Skype. Inizialmente, però, il nome previsto era un altro. Era Skyper: un po’ per assonanza con Napster, uno dei software più popolari e controversi di quegli anni, e un po’ come fusione di sky (cielo) e peer, dato che impiega la stessa tecnologia di trasmissione adoperata dai circuiti peer-to-peer per lo scambio di musica e film via Internet. Ma ahimè il dominio Skyper.com è già occupato, e così Skyper perde la R e diventa Skype.

L’assonanza del nome non è l’unico legame di Skype con i circuiti peer-to-peer: i fondatori di Skype sono lo svedese Niklas Zennström e il danese Janus Friis, e il software è stato scritto da un gruppo di programmatori estoni. Sono le stesse persone che due anni prima hanno creato Kazaa, un popolarissimo programma concorrente di Napster, e ora hanno adattato la tecnologia di Kazaa alla telefonia online.

Viste le grane legali che hanno avuto con le case discografiche per colpa di Kazaa, accusato di facilitare la pirateria audiovisiva di massa, Zennström e Friis hanno deciso di integrare immediatamente in Skype la crittografia, in modo che le chiamate fatte via Skype non siano intercettabili. Ovviamente questo fa diventare Skype uno dei software prediletti dai criminali di tutto il mondo oltre che dalle persone comuni che vogliono semplicemente parlare con amici e parenti lontani senza svenarsi.

Altrettanto ovviamente, le compagnie telefoniche non vedono con piacere l’avvento di questo concorrente che li spiazza completamente offrendo gratis il servizio che loro invece fanno pagare, ma legalmente non c’è nulla che possano fare per impedirlo, anche perché Zennström e Friis fanno in modo che Skype, intesa come azienda, non sia classificabile come operatore telefonico, perché non offre chiamate da un numero telefonico a un altro, ma solo da un numero telefonico a un computer oppure da un computer a un numero di telefono.

A settembre del 2005, dopo due anni di crescente successo e di espansione dell’azienda, Skype viene venduta a eBay per due miliardi e 600 milioni di dollari. Il suo software diventa man mano una delle applicazioni fondamentali di Internet, con oltre seicento milioni di utenti registrati e circa 300 milioni di utenti attivi mensili. Ma i giganti del software stanno sviluppando prodotti concorrenti: Google, Microsoft, Yahoo, Facebook, Apple e altri, come Viber, alitano sul collo di Skype, che nel frattempo ha aggiunto le videochiamate.

Una pagina del sito di Skype com’era nel 2011. Fonte: Archive.org.

Nel 2011, Microsoft compra Skype per otto miliardi e mezzo di dollari. È l’acquisto più costoso mai fatto fino a quel punto dal colosso di Redmond. Skype viene integrato nei servizi di Microsoft, tanto da diventare l’app di messaggistica predefinita di Windows 8.1, e viene progressivamente trasformato. Nascono le versioni per Mac, iPhone, iPad, Android, BlackBerry e anche Linux, e arriva anche Skype for Business, che però è in realtà un prodotto completamente distinto che ha in comune con Skype soltanto il nome e l’estetica.

Sembra l’apice del successo, ma in realtà il destino di Skype è già segnato.


L’integrazione di Skype in Windows, infatti, non procede per il meglio, e Microsoft ha già iniziato l’acquisizione e lo sviluppo di quello che oggi tutti conosciamo come Teams per sostituire Skype. Nel 2021 Skype for Business viene chiuso e in Windows 11 c’è Teams al posto di Skype; negli anni successivi, con molta calma, vengono disattivati i servizi di contorno di Skype standard, che è ancora usato giornalmente da quasi quaranta milioni di utenti. I segnali delle intenzioni di Microsoft a lungo termine sono dunque molto chiari. Ma l’annuncio vero e proprio della fine di questa app che ha fatto la storia di Internet arriva in maniera inaspettata, e non è Microsoft a darlo.

Il 28 febbraio scorso, infatti, il sito XDA Developers ha annunciato la scoperta, all’interno della versione di anteprima più recente di Skype per Windows, di una dicitura sibillina ma inequivocabile che avvisa in inglese che “a partire da maggio, Skype non sarà più disponibile. Prosegui le tue chiamate e le tue chat su Teams”. Poche ore dopo è arrivata la conferma ufficiale di Microsoft.

Mentre le fasi precedenti della progressiva eliminazione di Skype erano state annunciate con ampi margini di tempo (per esempio quattro anni per Skype for Business), stavolta quella quarantina di milioni di utenti rimasti ha meno di dieci settimane di tempo per riorganizzarsi e decidere cosa fare.

Dal 5 maggio prossimo Skype non sarà più disponibile, ma chi ha pagato un abbonamento potrà continuare a usarlo fino alla scadenza e chi ha del credito sul proprio conto Skype potrà continuare a sfruttarlo. Prima del 5 maggio, gli utenti di Skype potranno scaricare la versione gratuita di Teams e usare in Teams le proprie credenziali Skype su qualunque dispositivo supportato. Le chat e i contatti di Skype appariranno automaticamente in Teams [video]. Durante la transizione, chi usa Skype potrà chiamare gli utenti Teams e viceversa.

Ma a Teams gratuito mancano alcune delle caratteristiche che rendevano Skype così interessante: in particolare manca la possibilità di fare chiamate verso numeri telefonici e di ricevere chiamate provenienti dalla rete telefonica fissa e cellulare. Si poteva infatti avere un numero telefonico Skype al quale farsi chiamare, cosa che invece Microsoft offre soltanto nella versione a pagamento di Teams.

Se usate Skype e non fate la migrazione a Teams entro il 5 maggio prossimo, Microsoft conserverà comunque i vostri dati di Skype fino alla fine del 2025. Potrete quindi decidere di installare Teams gratuito anche dopo il 5 maggio senza perdere chat e contatti, ma se non agite entro dicembre i vostri dati di Skype verranno cancellati definitivamente.

In alternativa, potete esportare questi dati seguendo le istruzioni di Microsoft (che trovate linkate su Attivissimo.me) in modo da poterli poi importare in un’altra applicazione a vostra scelta, ma al momento mancano strumenti per automatizzare questa importazione.

Se sopportate il disagio di dover reimmettere a mano i vostri contatti e di perdere la vostra cronologia delle chat, le soluzioni alternative a Teams per fare e ricevere chiamate vocali non mancano di certo oggigiorno. Moltissime app social molto diffuse consentono chiamate, spesso anche in video e in gruppo: WhatsApp, Facetime, Instagram, Zoom, Snapchat, Facebook Messenger, Viber, Google Chat, Google Meet, X, Telegram, Discord, giusto per citarne qualcuna, e anche nel fediverso ci sono applicazioni che hanno questa funzione. Il problema è che ciascuno di questi software non parla con gli altri, per cui tocca ogni volta concordare con i propri interlocutori quale app usare. Inoltre di solito manca la possibilità di chiamare numeri di telefono di rete fissa, ma questo oggi è un problema molto meno sentito che in passato, visto che gli smartphone e gli abbonamenti che includono una connessione continua a Internet sono diffusissimi e le chiamate verso numeri fissi sono sempre più rare.

Con la chiusura di Skype si abbassa ulteriormente il sipario su un periodo storico di Internet: Skype è una delle poche applicazioni di grande diffusione che risale ai primi anni duemila, quando la comunicazione online e mobile era ancora tutta da inventare, ed è ancora in uso adesso, ed è stata una di quelle che davano il classico “effetto wow”: non appena la vedevi usare, ne capivi subito l’utilità e il potenziale rivoluzionario. Ed è anche grazie a Skype che le tariffe telefoniche si sono trasformate radicalmente rispetto a vent’anni fa. Concetti come la tariffa interurbana o quella ridotta notturna per le chiamate sono oggi ricordi sbiaditi che cominciano di ammantarsi di immeritata nostalgia.

Ma lo Skype originale, quello pre-Microsoft, aveva anche un altro grande pregio: faceva una sola cosa, e la faceva bene e in modo chiaro e intuitivo. Oggi tutte le app cercano di fare tutto, tipicamente in modo incompatibile fra loro, creando complessità e confusione, e ovviamente non possono fare a meno di incorporare l’onnipresente intelligenza artificiale. Quella che, fra l’altro, Microsoft aveva infilato anche nelle ultime versioni di Skype, e che troverete naturalmente saldamente integrata in Teams, se decidete di adottarlo come sostituto. Buona migrazione.


A proposito di Teams: prima di chiudere, devo fare una rettifica alla puntata del 24 febbraio scorso, quella dedicata a una tecnica di attacco informatico nella quale gli aggressori fingono di essere l’assistenza tecnica di Microsoft che contatta le vittime tramite Teams dal dominio in apparenza rassicurante Onmicrosoft.com.

Nel podcast ho detto erroneamente che questo nome di dominio appartiene ai criminali, ma in realtà è di Microsoft e i criminali si limitano a sfruttare il fatto che Microsoft assegna questo nome di dominio agli utenti Teams che non ne hanno uno proprio o non lo connettono a Microsoft 365.

Il risultato è che i messaggi Teams dei truffatori provengono da un indirizzo di mail che termina con onmicrosoft.com e quindi è facile scambiarli per messaggi dell’assistenza tecnica di Microsoft. Ringrazio i lettori e gli ascoltatori del podcast che hanno notato il mio errore.

Fonti aggiuntive

Microsoft is killing Skype after 14 years of neglect, WindowsCentral.com, 2025

Exclusive: Microsoft is finally shutting down Skype in May [Update], XDA-developers.com, 2025

Non-biz Skype kicks the bucket on May 5, The Register, 2025

Microsoft announces Skype will close in May, BBC, 2025

Microsoft hangs up on Skype: Service to shut down May 5, 2025, TechCrunch, 2025

On May 5, Microsoft’s Skype will shut down for good, Ars Technica, 2025

Microsoft Plans to Kill Skype, but Did It Ever Truly Live?, Gizmodo, 2025

Gear News of the Week: Skype Will Close for Good in May, Wired.com, 2025

Microsoft finally putting Skype out of our misery, BoingBoing, 2025

The next chapter: Moving from Skype to Microsoft Teams, Microsoft, 2025

Skype recovers from global blackout, BBC, 2010

Skype Is Down, Nearly 20 Million Lost Their Connection This Morning, ReadWriteWeb.com, 2010 (su Archive.org)

Skype Goes Down. Millions Impacted. Skype responds, GigaOm.com, 2010 (su Archive.org)

“How can they be so good?”: The strange story of Skype, Ars Technica, 2018

About Skype, Skype.com, 2011 (su Archive.org)

Smartphone history and evolution, Simpletexting.com, 2024