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Ottobre 2025

Attivissimo.me migrato, lavori in corso

Da stamattina il mio blog e sito Attivissimo.me risiede su WordPress.com (il domain name Attivissimo.me fa ora redirect qui, su Paoloattivissimo.com).

Tutti i post che c’erano sul vecchio hosting sono presenti qui.

Non ho integrato i commenti di Disqus; per ora uso quelli standard di WordPress. Vediamo come vanno. Non garantisco nulla. Spero di poter recuperare e reimportare i commenti Disqus che avete inviato finora.

Se il vostro browser, visitando questo sito, vi dice che la connessione non è privata e che il sito è pericoloso, è un falso allarme. Sono io che ho configurato il redirect alla sperindio per fare in fretta.

Alcuni font sono sbagliati, lo so, e ci sono correlati e link social bislacchi e inutili: ci lavorerò appena posso. L’importante era risolvere il problema immediato dell’inaccessibilità totale al server precedente, che mi impediva di postare.

Ci saranno disagi. Me ne scuso in anticipo. Questo è il meglio che sono riuscito a fare nel pochissimo tempo che posso dedicare a quest’urgenza mentre incombono tutte le altre (non ultima quella di un libro che devo chiudere entro fine mese).

Per ora non mandate suggerimenti tecnici di miglioramento o gentili offerte di aiuto: non ho il tempo materiale di coordinare nulla del genere. Sono veramente in panic mode in queste settimane. A libro consegnato ne riparleremo con calma.

Grazie per la vostra pazienza!

– Paolo

Se Attivissimo.me è lento, provate Paoloattivissimo.com

Sto tribolando parecchio con l’installazione di WordPress che gestisce Attivissimo.me: per motivi ignoti e nonostante vari interventi drastici per rimuovere plugin e file ridondanti, purgare cache e ispezionare log, da qualche giorno la pagina della Bacheca dalla quale posso postare un nuovo articolo o editarne uno esistente è diventata lentissima (ci mette vari minuti a caricarsi).

Lo stesso avviene, almeno per me, quando tento di sfogliare Attivissimo.me come lettore. Succede anche a voi?

Sto allestendo un WordPress alternativo in hosting su WordPress.com: lo trovate presso Paoloattivissimo.com. È ancora in bozza, ma i contenuti sono sincronizzati con quelli di Attivissimo.me, a parte i commenti, che per ora non sono disponibili.

Niente Panico RSI – Puntata del 2025/09/29

È ricominciato lunedì scorso Niente Panico, il programma che conduco insieme a Rosy Nervi settimanalmente sulla Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera. La trasmissione è riascoltabile sul sito della RSI.

Lo streaming in diretta della Rete Tre è presso www.rsi.ch/audio/rete-tre/live; la mia raccolta completa delle puntate è presso Attivissimo.me/np.

I temi e le fonti della puntata
  • No, l’Area 51 non fu divulgata da Clinton nel 1995. Vari siti (per esempio Reddit; Accaddeoggi.it, su pagina non più accessibile) riportano che oggi sarebbe l’anniversario del momento in cui, nel 1995, l’allora presidente degli Stati Uniti Bill Clinton avrebbe finalmente annunciato al mondo l‘esistenza dell’Area 51. Non è così. Il 29 settembre 1995 Clinton firmò un documento, intitolato Presidential Determination on Classified Information Concerning the Air Force’s Operating Location Near Groom Lake, Nevada, No. 95-45, nel quale si limitava a esentare la “sede operativa dell’Aeronautica militare degli Stati Uniti presso Groom Lake, in Nevada” da alcune norme ecologiche.
    Ma l’esistenza della base era discussa ufficialmente almeno dal 1955, con tanto di comunicato stampa (Dreamlandresort.com). Negli anni Sessanta la base aveva addirittura una squadra di softball, gli 8-Ballers, e i suoi risultati venivano pubblicati in una newsletter non segretata, con titoli che citavano l’Area 51 con il suo nome, come “Area 51 Wins Slow-Pitch Tournament”. Altre info sull’Area 51 e sui velivoli straordinari che sono stati collaudati lì sono su Gwu.edu: The Area 51 File: Secret Aircraft and Soviet MiGs.
    Secondo Britannica.com, il governo statunitense riconobbe ufficialmente l’esistenza dell’Area 51 nel 2013, quando rilasciò un documento della CIA, fino a quel momento coperto dal segreto militare, che riguardava la storia dell’aereo-spia U-2. I voli di prova dell’U-2 svolti all’Area 51 negli anni Cinquanta del secolo scorso causarono molti degli avvistamenti di UFO in quella zone, perché questo velivolo poteva raggiungere quote molto più elevate di quelle degli altri aerei di quel periodo storico.
  • L’autopsia dell’alieno del 1995 è un falso conclamato. Ne avevo scritto qui (2006) e qui (2017). Accenniamo anche al mito degli alieni a Roswell.
  • Michael Jackson e la sua celeberrima posa inclinata. Il brevetto della tecnica che consentiva a Jackson di effettuare questa mossa apparentemente impossibile: Method and means for creating anti-gravity illusion, US5255452A (1992).
  • Anniversario della nascita del fisico Enrico Fermi. Ricordiamo anche il Paradosso di Fermi, la cui vicenda viene meticolosamente ricostruita in un lungo articolo di Eric M. Jones, intitolato “Where Is Everybody? An Account of Fermi’s Question” (1985).
  • Articolo scientifico spiega come intercettare meglio eventuali segnali extraterrestri. Secondo un nuovo studio sostenuto dalla NASA (Detecting Extraterrestrial Civilizations that Employ an Earth-level Deep Space Network), eventuali civiltà tecnologiche extraterrestri potrebbero rilevare i segnali radio che inviamo alle nostre sonde spaziali. Ogni volta che il Controllo missione invia istruzioni a un rover su Marte o a una sonda lontana, parte di quel potente segnale manca il bersaglio e continua a viaggiare nello spazio, potenzialmente per sempre. Gli scienziati della Penn State e del Jet Propulsion Laboratory della NASA hanno analizzato oltre 20 anni di dati provenienti dal Deep Space Network e hanno scoperto che se una civiltà aliena si trovasse lungo lo stesso piano orbitale della Terra e di Marte, ci sarebbe il 77% di probabilità di intercettazione di una delle nostre trasmissioni, specialmente se si trovasse entro circa 23 anni luce dal Sistema Solare.
    Ovviamente questo fenomeno funziona in entrambi i sensi: se gli eventuali alieni inviassero istruzioni ai loro esploratori planetari, quei segnali si diffonderebbero nello spazio e noi potremmo teoricamente rilevarli osservando i sistemi stellari vicini dotati di pianeti il cui piano orbitale è disposto di taglio rispetto alla Terra. Questi sistemi sono quindi candidati preferenziali per eventuali campagne di radioascolto.