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Appuntamenti pubblici di settembre

11/9 – Arbedo-Castione (Svizzera) – ore 18 – Arbed Smart Center, via San Gottardo 24. Evento sulla cyber sicurezza per le piccole/medie imprese, promosso dalla Zurigo Assicurazioni. Segue aperitivo e networking.

20/9 – Lugano Besso (Svizzera) – partecipazione alle Porte aperte alla RSI dalle ore 16. Via Canevascini, studio 2.

27/9 – Ascona (Svizzera) – ore 11 – Aula Magna del Collegio Papio, via delle Cappelle 1. Evento sull’IA per Amici del Collegio Papio.

Appuntamenti di agosto

19 agosto – Spotorno, Piazza Vittoria ore 21.30. Conferenza: I marziani hanno 12 mani.

Partendo dalle rappresentazioni nei film di fantascienza (dagli alieni umanoidi ad Arrival) la conferenza esplora le possibili evoluzioni degli extraterrestri. Ingresso libero.

Morto a 99 anni l’artista belga Paul Van Hoeydonck, autore della statuetta lunare “Fallen Astronaut”

L’artista belga Paul Van Hoeydonck, autore di una statuetta che è considerata l’unica opera d’arte lasciata sulla Luna durante una delle missioni Apollo, è morto sabato all’età di 99 anni. Lo ha annunciato la sua famiglia sulla sua pagina Facebook.

Nato l’8 ottobre 1925 ad Anversa, Van Hoeydonck è stato un artista prolifico, attivo nella scultura, nella pittura, nel disegno, nel collage e nella grafica. Ad aumentare la sua fama in tutto il mondo fu però una piccola statuetta alta 8,5 centimetri che rappresenta una figura stilizzata di un astronauta, denominata “Fallen Astronaut” (“Astronauta caduto”) e lasciata sulla Luna durante la missione Apollo 15 il 2 agosto 1971 dagli astronauti David Scott e James Irwin come tributo ai colleghi americani e sovietici caduti in missione o deceduti a causa di incidenti aerei o stradali.

La statuetta fu commissionata a Van Hoeydonck direttamente da David Scott, comandante di Apollo 15, durante un incontro ad una cena. All’artista fu richiesto di creare una piccola scultura per commemorare i 14 astronauti e cosmonauti periti fino ad allora in missioni spaziali e non solo e per celebrare il progresso dell’esplorazione spaziale non solo lunare ma nell’intero Sistema Solare.

Siccome la scultura avrebbe dovuto viaggiare nello spazio ed essere poi esposta per sempre alle condizioni estreme della superficie lunare, Van Hoeydonck ricevette precise istruzioni sulle dimensioni, sul peso e sul materiale da utilizzare per la sua realizzazione. Per soddisfare i requisiti di leggerezza e robustezza, l’artista belga scelse come materiale l’alluminio, che ha il vantaggio di resistere alle forti escursioni termiche della superficie lunare senza il rischio di deformarsi nel tempo. Gli vennero dati anche alcuni suggerimenti sul soggetto che avrebbe dovuto rappresentare: la figura non avrebbe dovuto essere identificabile né come sesso né come etnia. Sia l’artista che il committente, in questo caso l’equipaggio di Apollo 15, concordarono che per evitare ogni futura speculazione commerciale del progetto artistico la statuetta non avrebbe dovuto riportare la firma dell’artista e che lo stesso nome dello scultore non avrebbe dovuto essere divulgato al pubblico.

La missione di Apollo 15, quarto sbarco umano sulla Luna, partì regolarmente dalla rampa di lancio 39-A di Cape Kennedy il 26 luglio 1971 con a bordo l’equipaggio costituito da David Scott, James Irwin e Alfred Worden. Scott e Irwin, al termine della loro terza ed ultima esplorazione ai piedi degli Appennini lunari mentre Worden li attendeva in orbita, depositarono il “Fallen Astronaut” non lontano da dove parcheggiarono il loro veicolo elettrico prima di rientrare a bordo del modulo lunare “Falcon”. Lo collocarono sul suolo selenico insieme ad una targa metallica con i nomi, in ordine rigorosamente alfabetico, di 14 astronauti deceduti, otto statunitensi e sei sovietici.

La statuetta “Fallen Astronaut” insieme alla targa commemorativa (foto AS15-88-11894).

Solo dopo il rientro a terra dei tre di Apollo 15 l’opinione pubblica venne a conoscenza della deposizione sulla superficie lunare della statuetta, durante la conferenza stampa post-volo, ma non fu menzionato il nome dell’artista, tenuto intenzionalmente segreto per scelta dell’equipaggio. Anche quando il prestigioso National Air and Space Museum di Washington espresse il desiderio di avere una copia dell’opera per esporla ai visitatori, dovette farne richiesta tramite gli astronauti. Ad aprile 1972 Van Hoeydonck donò al museo una replica della scultura, esposta ancora oggi assieme ad una copia della targa con i nomi dei quattordici astronauti deceduti.

Il suo nome fu rivelato al mondo il 16 aprile 1972 dallo storico cronista statunitense Walter Cronkite, durante la diretta televisiva della partenza della missione lunare successiva, Apollo 16, quando Cronkite ospitò in studio Van Hoeydonck.

L’artista belga Van Hoeydonck ritratto con in mano il “Fallen Astronaut”.
Fonti aggiuntive

Fallen Astronaut Memorial, Readtheplaque.com.

Plaque, Fallen Astronaut and Cosmonaut, Reproduction, Smithsonian National Air and Space Museum (copia archiviata su Archive.org)

The Sculpture on the Moon, Slate.com, 2013.

Occhio agli impostori che fingono di essere me su X/Twitter

Ringrazio i tanti che mi hanno segnalato che qualcuno ha avuto la brillante idea di creare account falsi su X/Twitter spacciandosi seriamente per me, scimmiottando il mio modo di scrivere e rubandomi anche la grafica. Ho segnalato a X/Twitter questi account, e il primo che ho segnalato risulta ora azzerato. Prima era così:

Ora è così:

Ricordo a tutti che ho un solo account ufficiale su X/Twitter: è quello storico, aperto nel 2007, che ha 400.000 follower e oggi si chiama @attivissimo_me. Lo tengo solo come segnaposto e per poter segnalare gli impostori. Tutti gli altri, con qualunque altro nome, sono account falsi. L‘autenticazione è nella pagina Contatti di questo sito.

Non regalate loro pubblicità o attenzioni citandoli o commentandoli pubblicamente o interagendo con loro: segnalateli a X/Twitter e basta. Grazie!

Recensioni online fasulle, i test di Patti Chiari (RSI)

La puntata del programma d’inchiesta e difesa dei consumatori Patti Chiari della Radiotelevisione Svizzera andata in onda in diretta l’8 novembre scorso è stata dedicata al fenomeno delle recensioni online di alberghi e ristoranti, ospitate dai grandi portali di turismo e ricerca, che contengono dati falsi o ingannevoli, con danni molto importanti alla reputazione degli esercizi coinvolti.

Sono stato ospite in studio per spiegare soprattutto come mai Google Maps e altri grandi nomi del settore non sembrano granché interessati a fornire informazioni accurate e aggiornate, e tollerano disinvoltamente la piaga delle recensioni positive o negative comperate online, come ha ben dimostrato la redazione con un esperimento pratico molto eloquente.

Gli altri ospiti in studio sono Mirco Sarac, appassionato recensore su Google Maps, e Massimo Suter, presidente di Gastroticino. Io arrivo a circa 29 minuti dall’inizio.

Lo stato del 4G in Svizzera

Da 4g-portal.com:

The 4G pilot project, which has been running since December 2011 in seven tourist regions and 11 Swisscom Shops, is a total success […] Swisscom is now in an optimum position to equip the network with cutting-edge 4G technology and provide an ultra-high-speed mobile customer experience as early as the end of 2012 not only in these tourist areas, but also in twelve towns and cities. Swisscom will begin to roll out the technology across the country in 2013.

[…] the project is to be extended by the addition of parts of Berne and Zurich, continued until the end of the year and then flow seamlessly into the introduction of 4G on the Swisscom mobile network. Customers gain access to the ultra-high-speed network as a pilot offer for CHF 19 per week or CHF 60 per month. The offer is available in the Swisscom Shops.

[…] Swisscom will provide 4G in twelve Swiss towns and cities from December 2012, with the nationwide rollout getting under way as early as 2013 […] UL: max. 50 Mbps and DL: max. 150 Mbps.

Swisscom demonstrates 4G mobile communications technology LTE in Grenchen (ottobre 2010) ha altre info. Niente LTE 4G per iPad nuovo in Svizzera, secondo Ibigspace.com, con elenco delle offerte degli operatori (marzo 2012).

Come ti frego l’antivirus

So how does malware evade detection when starting new rogue processes? Easy—it directly attacks the operating system’s kernel […] The Windows OS internally maintains an array of callback objects with the starting address of PspCreateProcessNotifyRoutine. […] Unsurprisingly, we have discovered malware that uses this implementation by accessing the PspCreateProcessNotifyRoutine (internal pointer) in order to remove all registered callbacks. Once the malware has removed the AV security suite callbacks, it is free to create and terminate processes at will without any pesky security software interference […] And that’s it. The rest of this exploit is trivial. Just walk the PspCreateProcessNotifyRoutine pointer and NULL out all callback objects… Any enterprise or consumer security suite that uses this technique for monitoring process activity can be easily circumvented—a big win for the malware authors.

– da How Advanced Malware Bypasses Process Monitoring, Fireeye.com.